Tra azione sociale di responsabilità e azione del singolo socio, la peculiare disciplina delle S.r.l.

Il titolo trae origine dalla comparazione della disciplina riguardante la responsabilità degli amministratori, apparentemente fortemente diversa nelle due specie di società di capitali maggiormente diffuse in Italia. Infatti, è noto che il legislatore della grande riforma nell’articolare la disciplina della responsabilità degli amministratori della società a responsabilità limitata, per un verso, ha esaltato la natura personalistica di tale specie di società di capitali, dando la facoltà ad ogni singolo socio di esercitare l’azione sociale di responsabilità, ma per l’altro, non ha espressamente previsto, analogamente a quanto avviene in ambito di S.p.A., la possibilità per la società stessa di esperire l’azione sociale di responsabilità.

Come noto, file rouge dell’intera riforma della disciplina delle S.r.l. è stato quello di esaltare maggiormente l’autonomia privata dei soci e, di conseguenza, affrancare la relativa disciplina rispetto quella delle S.p.A. Seguendo questa linea interpretativa, per un verso l’assenza nella disciplina delle S.r.l. di un articolo specifico che prevede la legittimazione attiva della società ad agire contro i propri amministratori e, per l’altro, la dubbia applicazione automatica dell’art. 2393 c.c., previsto in ambito di S.p.A., sono certamente gli elementi che hanno generato opinioni contrastanti tra gli operatori del settore.

Una prima interpretazione giurisprudenziale, seguita anche da Corti di merito particolarmente attive in ambito di contenzioso societario, interpretava il mancato richiamo nella nuova disciplina delle S.r.l. dell’istituto dell’azione sociale di responsabilità non come una mera dimenticanza del legislatore, bensì piuttosto come una specifica scelta politica diretta ad affidare la tutela degli interessi della società “alla legittimazione diffusa di ogni socio” (in tal senso Trib. Milano, 27.02.08).

In contrapposizione vi era chi riteneva possibile l’esperimento di un’azione sociale di responsabilità anche nelle S.r.l., essendo la ratio sottesa all’art. 2393 c.c. (che contiene la disciplina dell’azione sociale di responsabilità esercitata dalla società per azioni) un principio di carattere generale predisposto a presidio degli interessi della persona giuridica e, dunque, non influenzato dal diverso tipo sociale. In questo filone si collocava anche chi vedeva nell’impossibilità di esercitare l’azione sociale di responsabilità una illegittima compressione, a scapito della persona giuridica, del diritto costituzionale alla difesa dei propri diritti (Trib. Napoli, 08.02.2005).

Di recente la Suprema Corte ha avallato la seconda e meno restrittiva interpretazione, confermando che la società stessa possa essere il soggetto attore in un giudizio di responsabilità ex art. 2476 c.c. (Cass. Civ. n. 17493/2018) e, qualche mese dopo, precisando che “la legittimazione sostitutiva del socio è una legittimazione straordinaria che si cumula a quella del titolare del diritto [n.d.r. la società] senza eliderla” (Cass. Civ. n. 19745/2018). D’altronde, non è certamente privo di significato il testo normativo di cui all’art. 2476 c.c., evidenziato dalla Suprema Corte con la prima pronuncia sopra menzionata, in merito al soggetto su cui ricadono i benefici dell’esito vittorioso dell’azione sociale di responsabilità esperita e circa il soggetto legittimato a transigere o rinunciare all’azione di responsabilità. Pur essendo il socio il soggetto promotore del contenzioso, in ambo i casi è pur sempre la società (che in caso di esito vittorioso rifonde anche le spese al socio attore). Tale orientamento sembra anche maggiormente coerente con la formulazione letterale dell’art. 2476 c.c., il cui incipit recita: “gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società […]

L’orientamento di legittimità riportato è stato da ultimo fatto proprio dal Tribunale di Milano, che – mutando l’orientamento precedentemente assunto – ha confermato la legittimità di una società a responsabilità limitata ad esperire un’azione sociale di responsabilità verso gli amministratori (Trib. Milano, Sez. Impresa, n. 1508/2019).

Carlo Riso