La web tax genera potenziali rischi di doppia imposizione alle aziende virtuose

Maricla Pennesi e Giovanni Gallucci, soci di Andersen Tax & Legal, approfondiscono il tema della tassazione dei servizi digitali in un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore, sezione Norme e Tributi

La cosiddetta web tax è stata ufficialmente introdotta in Italia dalla Legge di Bilancio 2019 in attesa di un accordo a livello europeo per uniformare e introdurre la digital services tax (Dts).

Il legislatore italiano non ha tuttavia tenuto conto della domiciliazione delle aziende, non distinguendo pertanto tra imprese domestiche, comunitarie o extra-comunitarie, ma solo della dimensione, comportando un potenziale problema di doppia imposizione. 

Nell’area europea l’introduzione della web tax è stata annunciata anche in Spagna, Francia, Austria e Regno Unito. Appare evidente la necessità di promuovere una soluzione transnazionale comune al fine di introdurre efficaci strumenti di tassazione omogenei in ambito digital economy.

L’articolo è corredato da una tabella comparativa proprio sulle diverse normative in questi Paesi, con i dati forniti dai colleghi europei di Andersen Global.