Fattura elettronica: la fine della moratoria sulle sanzioni

La fattura elettronica esce dal periodo di aggio concesso in via transitoria fino al 30 giugno 2019 ed esteso sino al 30 settembre 2019 per i soli contribuenti IVA mensili. L’art. 10 del DL 119/2018 aveva infatti previsto che per il primo semestre del periodo di imposta 2019 non erano applicate le sanzioni previste, qualora la fattura elettronica fosse emessa oltre il termine di legge, ma comunque nei termini per far concorrere l’imposta alla liquidazione periodica del mese o semestre di competenza. Le sanzioni erano invece applicabili al 20% quando la fattura emessa tardivamente partecipava alla liquidazione periodica del mese o trimestre successivo. La circolare dell’Agenzia delle entrate n. 14/E del 17 giugno 2019 faceva notare che per i soggetti trimestrali la sanatoria si fermava al 30 giugno, ma in virtù della liquidazione trimestrale l’effetto si prolungava di fatto fino al 18 novembre 2019.

Pertanto, in generale, le sanzioni sulla ritardata fatturazione riprendono il loro corso naturale a partire dal 1 ottobre 2019.

L’art. 21 comma 4 del DPR 633/1972 prevede che la fattura sia emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. In caso di ritardata o omessa fatturazione l’art. 6 del D.lgs. 471/1997, al comma 1, prevede che sia applicata una sanzione compresa fra il 90% e 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato. La sanzione è dovuta nella misura da 250 a 2.000 euro se la violazione non incide sulla corretta liquidazione del tributo. Per le operazioni non imponibili, esenti, non soggette a IVA o soggette ad inversione contabile è prevista una sanzione compresa tra il 5% e il 10% dei corrispettivi non documentati o registrati (se la violazione non rileva ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione da 250 a 2.000 euro).