Esterometro con obbligo dal 1 Gennaio 2019

Con l’avvio della fatturazione elettronica (01 gennaio 2019) è stato introdotto un nuovo adempimento, denominato “Esterometro”.

L’introduzione di tale strumento risponde al precipuo scopo di comunicare mensilmente all’amministrazione finanziaria tutte le operazioni non soggette all’obbligo di fatturazione elettronica, poste in essere nei confronti di soggetti non residenti nel territorio dello Stato. Tale comunicazione deve essere inviata entro la fine del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione

Soggetti obbligati alla trasmissione:

Sono obbligati alla trasmissione della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere tutti i soggetti passivi d’imposta stabiliti in Italia tenuti all’obbligo della fatturazione elettronica, che effettuano operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio dello stato o che acquistano beni o servizi, inerenti all’attività, dai medesimi soggetti. Sono invece esclusi dalla nuova comunicazione i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio o il regime forfettario, ovvero il regime speciale degli agricoltori. Con la Circolare n. 13/E del 2 luglio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha precisato inoltre che l’esterometro va prodotto e inviato solo dai soggetti residenti e stabiliti in Italia e che per soggetti non stabiliti si intendono i soggetti sia comunitari che extracomunitari:

  • Direttamente identificati in Italia in base all’art 35-ter del D.P.R n 633/1972;
  • Non residenti che hanno nominato un proprio rappresentante fiscale in Italia a norma dell’ art. 17 dello stesso decreto;
  • Soggetti esteri privi di partita IVA.

Si evidenzia che un soggetto passivo è stabilito nel territorio dello Stato quando è ivi domiciliato o ivi residente, sempreché, in quest’ultimo caso, non abbia stabilito il domicilio al di fuori dell’Italia. Rappresenta un soggetto stabilito in Italia la stabile organizzazione IVA in Italia di un soggetto domiciliato e residente all’estero o in altro paese UE, limitatamente alle operazioni da essa rese e ricevute (art. 7 comma 1, lett. d D.P.R 633/1972). Diversamente non va considerato come stabilito in Italia, mantenendo lo status di non residente, il soggetto passivo Ue o extra-UE che in Italia si è solo identificato direttamente o ha nominato un rappresentante IVA italiano. Infatti, ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 3, del Regolamento 282/2011, “il fatto di disporre di un numero di identificazione IVA non è di per sé sufficiente per ritenere che un soggetto passivo abbia una stabile organizzazione”.

Informazioni da trasmettere:

L’Agenzia delle Entrate, mediante il provvedimento del 30 aprile 2018 n. 89757, ha stabilito il contenuto della comunicazione ossia:

  • Dati identificativi del cedente prestatore;
  • Dati identificativi del cessionario/committente;
  • Data del documento comprovante l’operazione;
  • Data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • Il numero del documento;
  • La base imponibile;
  • L’aliquota IVA applicata e l’imposta, ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

L’ultimo punto del provvedimento prevede la facoltà di emettere le fatture transfrontaliere in modalità elettronica compilando solo il campo “Codice Destinatario” con un codice convenzionale composto dalla lettera X per sette volte (XXXXXXX) a favore di soggetti esteri direttamente identificati e privi di rappresentante fiscale, oppure inserendo un codice convenzionale composto da sette 0 (0000000) a favore di soggetti esteri direttamente identificati o con rappresentante fiscale.

La trasmissione della fattura elettronica per le operazioni verso operatori esteri comporterà l’esonero della nuova comunicazione prevista per le operazioni transfrontaliere.

Pertanto, un soggetto economico che realizzasse sia operazioni attive che operazioni passive soggette all’obbligo di comunicazione tramite esterometro  ma provvedesse comunque, per quanto riguarda il ciclo attivo, a comunicare in formato elettronico tali documenti allo SdI, sarà tenuto a compilare l’esterometro mensile solo con riferimento alle fatture passive ricevute e soggette a comunicazione.

Infine con il nuovo obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle operazioni transfrontaliere, non è stata prevista l’eliminazione dell’obbligo di trasmissione degli elenchi INTRASTAT all’Agenzia delle Dogane. Conseguentemente dovranno essere trasmessi, anche successivamente al 1° gennaio 2019, gli elenchi riepilogativi facenti riferimento alle cessioni e agli acquisti intracomunitari di beni e servizi (resi e ricevuti).

Sanzioni
In caso di omissione o errata trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere si applica la sanzione amministrativa prevista dall’art. 11, comma 2-quater del D.Lgs. n. 471/1997, ovvero 2 euro per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. La sanzione può essere ridotta alla metà, quindi entro il limite massimo di 500 euro, qualora la trasmissione venga effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.